L’arte del rimbalzo: come si guida la moto sui pavé di città
Affrontare il pavé in città è una sfida, il pericolo non è solo l’aderenza precaria, ma l’imprevedibilità delle situazioni. Ecco qualche consiglio
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Il selciato cittadino è spesso lucido, irregolare e subdolo e quando piove, il pavé diventa una delle superfici più insidiose per i motociclisti. Ecco qualche buon consiglio per affrontarlo in sicurezza.
La posizione: “assetto off-road”
In città, la velocità è bassa ma l’attenzione deve essere massima.
- Corpo rilassato: non stringere eccessivamente il manubrio. Le vibrazioni del pavé devono essere assorbite dai gomiti e dalle ginocchia, non dai polsi.
- Posizione: se il tratto è particolarmente sconnesso, bisogna tenere le ginocchia ben serrate sul serbatoio. Questo trasforma il corpo in parte integrante della ciclistica della moto, migliorando la stabilità.
La scelta della traiettoria: “leggere la pietra”
In città, la superficie del pavé è spesso sporca.
- Evita le zone lucide: le pietre che appaiono più scure o “lucide” sono quelle su cui il passaggio dei veicoli ha creato una patina liscia, rendendole scivolose, specialmente in frenata.
- Occhio alle macchie: bisogna evitare le scie scure al centro della carreggiata (residui di olio e carburante rilasciati dalle auto). Sul pavé, queste macchie si annidano nelle fughe tra i sassi e diventano vere e proprie trappole.
- Traiettoria pulita: cerca di percorrere le zone dove le pietre sembrano meno consumate.

Gestione di freni e gas
Il pavé richiede una delicatezza “chirurgica”.
- Frenata: mai frenare bruscamente. Il rischio di bloccare l’anteriore è altissimo, se la moto non ha un ABS di ultima generazione tarato per le basse aderenze. Per frenare, conviene usare molto freno posteriore per stabilizzare la moto e poi “piccoli tocchi” all’anteriore, rilasciando subito se la gomma inizia a scivolare.
- Gas: in fase di accelerazione, il rischio è il pattinamento della ruota posteriore. Se la moto “perde colpi” in aderenza, meglio usare una marcia più lunga del solito: un regime di giri più basso rende l’erogazione meno nervosa e previene lo slittamento.
Il pericolo nascosto: binari e tombini
Spesso il pavé cittadino è interrotto da binari del tram o tombini in metallo.
- L’angolo di attacco: Attraversare binari o giunti metallici sempre perpendicolarmente (90 gradi). Mai affrontarli in diagonale, poiché lo pneumatico tenderà a seguire la scanalatura, la caduta è garantita.
- Sui pavé bisogna evitare di fare manovre brusche (sorpassi, inversioni, frenate improvvise). Considera ogni metro di pavé come una zona a “bassa aderenza”.

Consigli rapidi e pratici
- Pressione Gomme: per affrontare il pavé urbano le gomme non vanno gonfiate a pressioni eccessive. Una pressione leggermente più bassa (ma sempre entro i limiti del costruttore) permette alla carcassa di deformarsi meglio, aumentando l’impronta a terra.
- Bisogna tenere una distanza di sicurezza doppia rispetto all’asfalto. Se un’auto frena davanti la distanza di arresto sarà superare rispetto all’asfalto.
- Manutenzione: il pavé cittadino è il peggior nemico di viteria e supporti. Bisogna controllare periodicamente che i bulloni degli specchietti, dei paramani e della targa siano ben serrati; le micro-vibrazioni del pavé urbano tendono ad allentarli molto più dell’asfalto autostradale.