La retrò giapponese mai vista in Italia, Kawasaki Estrella che bella che era

La retrò giapponese mai vista in Italia, Kawasaki Estrella che bella che era

La retrò giapponese mai vista in Italia, Kawasaki Estrella che bella che era

Prodotta per il solo mercato giapponese dal 1992 al 2018: la Kawasaki Estrella era una bella monoclindrica con un’anima tutta inglese. Troppo avanti sui tempi per noi europei

massimo.miliani


Giapponese di nascita, britannica d’animo

Presentata in Giappone nel maggio del 1992 e rimasta in listino fino al 2018, la Kawasaki Estrella non è mai stata commercializzata in Europa: era pensata per il mercato domestico giapponese, dove la cilindrata 250 ha sempre avuto un peso specifico enorme e dove le moto vintage erano molto richieste. Neo Vecchio Continenta invece l’amore per le linee retrò è scoppiato sono nel nuovo millennio…
Lo stile era dichiaratamente british: serbatoio a goccia, fianchetti puliti, cilindro verticale ben in vista, cromature senza eccessi. Linee guida riprese poi dalla sorella maggiore W650 — quella sì arrivata anche da noi.

Image

Il monocilindrico che Kawasaki costruì da zero

La cosa che rende l’Estrella davvero interessante non è tanto l’estetica, quanto una scelta tecnica tutt’altro che scontata: Kawasaki progettò il suo monocilindrico da 249 cm³ appositamente per questo modello, senza riciclare nulla da altri modelli. 

Image

L’Estrella aveva alesaggio e corsa a 66,0 × 73,0 mm —quindi corsa lunga — con distribuzione a 2 valvole, raffreddamento ad aria e une un albero di bilanciamento che ripuliva dalle vibrazioni senza togliere carattere. La potenza era di 20 CV a 7.500 giri e la coppia di 2,1 kgm a 6.000 giri. Non numeri da supermoto, ma erogati in modo tale che in seconda marcia ci si poteva muovere senza che il motore protestasse — e questo, su una 250, non è banale. Anche l’estetica del motore era frutto di scelte precise: il cilindro fu lasciato verticale e pulito, con bilanciatore e motorino d’avviamento spostati sul retro del blocco, così il basamento superiore risultava piatto e il look richiamava davvero le monocilindriche inglesi di qualche decennio prima.

Image

La Final Edition del 2017, l’ultima Esterella venduta in Giappone

26 anni di carriera e un finale in bellezza

In 26 anni di produzione l’Estrella cambiò più volte pelle, pur restando fedele al concetto originale. Nel 1995 arrivò la RS con sella lunga a due posti, nel 1996 la Custom con forcella a soffietti e freni a tamburo su entrambi gli assi per i puristi del vintage. Nel 2000 la gamma si consolidò sulle due versioni RS e Custom, con l’aggiunta del cavalletto centrale. Nel 2011 le normative emissioni imposero il passaggio all’iniezione elettronica: in quell’occasione le due varianti furono unificate in un modello unico e la sella monoposto scomparve. Nel 2017 arrivò la Final Edition, con livrea che omaggiava la tradizione Kawasaki dei modelli W, e nel 2018 la produzione si chiuse definitivamente.

Image

Non è mai stata una moto da grandi numeri: Kawasaki stessa sapeva di rivolgersi a una nicchia, e ogni anno di produzione uscivano colorazioni pensate per chi quella scelta la capiva davvero. Oggi sul mercato dell’usato giapponese si trova ancora, ma non in numeri eccessivi. Da noi non è mai arrivata ufficialmente, e forse è un peccato. Una 250 monocilindrica, con motore a corsa lunga, progettata per ricordare la vecchia Albione: ce ne fossero state di più, di moto così poco di moda e così ben fatte…

Storie di moto