Jorge Lorenzo re del mattone: come restare milionari senza lavorare
Cinque titoli mondiali, una carriera ricca di successi e un patrimonio da amministrare. Dopo aver lasciato la MotoGP, Jorge Lorenzo si è dedicato anche agli investimenti, soprattutto immobiliari. La sua filosofia è semplice: comprare case, affittarle e vivere di rendita. Anche se non tutti i suoi affari sono andati per il verso giusto…
Riccardo Allegro
Dalle moto agli immobili
Dopo aver conquistato cinque titoli mondiali, tre dei quali in MotoGP, Jorge Lorenzo ha appeso la tuta al chiodo nel 2019, a soli 32 anni. Una carriera che, oltre a regalargli successi e soddisfazioni, gli ha permesso di accumulare un patrimonio “considerevole”. Ma che cosa fare di tutti quei soldi una volta smesso di correre?
La risposta dell’ex campione è piuttosto semplice: investire nel mattone. Ne aveva parlato in alcune interviste, tra cui quelle ai podcast spagnoli Búscate la vida e The Wild Project, tornate recentemente alla ribalta sulla stampa spagnola. Secondo Lorenzo, l’investimento ideale consiste nell‘acquistare appartamenti da mettere a reddito. L’esempio è tanto concreto quanto umile: con un capitale di 2 milioni di euro si potrebbero comprare dieci appartamenti da circa 200.000 euro ciascuno. Affittandoli a 1.000 euro mensili, il proprietario otterrebbe 10.000 euro al mese, cioè 120.000 euro all’anno. Una rendita stabile e sicura perché, a quanto pare, anche chi ha guadagnato decine di milioni di euro deve preoccuparsi dei tempi di vacche magre. Non per nulla, Lorenzo, che si è detto pentito di non aver investito prima nel mattone, è convinto che persino nei periodi peggiori si possa trovare qualcuno disposto a pagare 700 o 800 euro al mese di affitto. Una preoccupazione che, detta da un cinque volte campione del mondo con milioni sul conto, può far sorridere, ma la prudenza, va ricordato, non è del tutto fuori luogo, visto che di campioni dello sport finiti a gambe all’aria per aver mal amministrato il proprio patrimonio ce ne sono stati più d’uno (Mike Tyson, ad esempio, dopo aver guadagnato circa 300 milioni di dollari sul ring, nel 2003 arrivò a dichiarare bancarotta). Insomma, anche i campioni più ricchi possono conoscere tempi duri. Meglio pensarci prima…
Gli appartamenti sono come mucche da latte
A proposito di vacche magre, l’ex pilota ha riassunto la propria filosofia con una metafora piuttosto efficace, paragonando gli investimenti capaci di produrre reddito alle mucche da latte. Il concetto è quello di conservare il patrimonio e sfruttarne i frutti, anziché consumarlo progressivamente. Certo, bisogna sapere dove investire: alla sua Maiorca, Lorenzo, che può permetterselo, preferisce l’estero, soprattutto Svizzera e Dubai. Il motivo, stando alle sue dichiarazioni, sarebbe la maggiore fiducia nella possibilità di riscuotere regolarmente gli affitti. Chissà se da 700 euro al mese…
Non si tratta comunque sia di soli immobili: il maiorchino ha spiegato infatti di interessarsi anche ad azioni e strumenti finanziari capaci di distribuire dividendi. Differenziare le entrate e non mettere tutte le uova in un unico paniere. Insomma, una mentalità da “imprenditore”, non così diversa da quella dello storico rivale Valentino Rossi che, anche lui tutt’altro che a corto di milioni, ha saputo reinvestire parte dei guadagni accumulati in carriera costruendo un vero e proprio impero, dal merchandising VR46 alla Riders Academy, fino al team impegnato in MotoGP.
Non tutti gli investimenti riescono col buco
Se gli appartamenti rappresentano per Lorenzo una garanzia, altre iniziative imprenditoriali, va detto, gli hanno riservato qualche brutta sorpresa. È il caso della ruota panoramica di Vieste, un investimento da 1,4 milioni di euro finito al centro di una controversia. Come avevamo raccontato, l’ex pilota ha denunciato mancati pagamenti per oltre 200.000 euro da parte della persona alla quale aveva affidato la gestione dell’attrazione. D’altra parte, se in pista Lorenzo era abituato a gestire rischi ben maggiori, nel mondo degli affari sembra aver imparato che non tutte le ruote girano come dovrebbero. Meglio, allora, mettersi al sicuro e garantirsi un’entrata certa ogni mese, non si sa mai…