4 cose incredibili che non sapete della Honda V3R 900 E-Compressor
4 cose incredibili che non sapete della Honda V3R 900 E-Compressor
4 cose incredibili che non sapete della Honda V3R 900 E-Compressor
La naked con compressore elettrico di Honda ha stupito tutti a EICMA, analizziamola nel dettaglio sulla base delle informazioni trapelate dal Giappone
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Svelata come prototipo ad EICMA e orami quasi pronta per la produzione di serie, la Honda V3R 900 E-Compressor rappresenta una delle evoluzioni ingegneristiche più radicali degli ultimi anni nel settore delle due ruote. Ecco quattro punti del progetto che biagona assolutamente conoscere.
A cosa serve il compressore elettrico
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Il compressore ad azionamento elettronico (E-Compressor) serve a scardinare il limite intrinseco dei sistemi di sovralimentazione tradizionali (come il turbocompressore o il compressore volumetrico meccanico): la dipendenza dai giri del motore.
Eliminazione del Turbo-Lag: Non essendo azionato dai gas di scarico, non soffre di ritardi di risposta.
Spinta immediata ai bassi regimi: Essendo mosso da un motore elettrico indipendente, il compressore può comprimere l’aria d’aspirazione e generare la massima pressione di boost (sovralimentazione) istantaneamente, fin dal regime del minimo.
Efficienza ambientale: Questa tecnologia permette a Honda di estrarre performance elevatissime senza dover aumentare la cilindrata, ottimizzando l’efficienza termica del motore e superando i severissimi vincoli delle normative anti-inquinamento attuali.
L’obiettivo dei progettisti si riassume nel concetto di sviluppo “Non-Rail Roller Coaster” (una montagna russa senza rotaie): offrire un’accelerazione fulminea e reattiva al minimo tocco del gas, ma mantenendo un’erogazione fluida, prevedibile e perfettamente controllabile.
I vantaggi di 3 cilindri a V
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Il cuore della V3R 900 è un motore a tre cilindri disposti a V con un angolo di inclinazione di 75 gradi, raffreddato a liquido. L’architettura prevede due cilindri rivolti in avanti e uno posteriore (o viceversa), configurazione che richiama la gloriosa tradizione delle moto da corsa Honda degli anni ’80 (come la NS400R a due tempi).
I motivi dietro la scelta di un V3 a 75° sono squisitamente ingegneristici.
Compattezza e reattività: Il layout a V consente di mantenere il motore estremamente stretto e snello sui fianchi rispetto a un classico quattro cilindri in linea. Questo si traduce in una moto agile nei cambi di direzione e con un’ottima penetrazione aerodinamica.
Alloggiamento della tecnologia: Lo spazio vuoto generato dall’angolo di 75° tra le bancate è il posizionamento perfetto per “annegare” il compressore elettrico e i suoi componenti di gestione, centralizzando le masse e mantenendo basso il baricentro.
Equilibrio delle vibrazioni: L’angolo di 75 gradi offre un bilanciamento ottimale delle forze di inerzia e conferisce al propulsore un sound e un carattere unici, unendo la coppia vigorosa dei bicilindrici all’allungo tipico dei frazionamenti superiori.
Che potenza avrà la V3R
Nelle note ufficiali diffuse da Honda non sono ancora stati rilasciati i dati numerici definitivi della scheda tecnica (trattandosi di un prototipo pre-serie), ma la casa di Tokyo ha dichiarato una precisa equivalenza prestazionale.
Il propulsore da 900 cc è accreditato di prestazioni ed erogazione di coppia del tutto paragonabili a quelle di un motore aspirato da 1.200 cc. L’ultimo 1200 di Honda su una sportiva era montato sulla VFR 1200 R che aveva 4 cilidnri e 172 CV. Per una naked più che sufficienti, anche se Magari scenderà un po’… Ipotizziamo almeno 160 CV.
Il vero punto di forza non sarà il picco di potenza massima, bensì la curva di coppia: un valore poderoso e costante lungo tutto l’arco di erogazione, che permetterà alla moto di avere il peso e l’agilità di una media cilindrata e la spinta brutale di una maxi.
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Perché ha due prese d’aria asimmetriche?
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L’asimmetria dei convogliatori d’aria laterali posizionati sui fianchi del serbatoio non è un semplice vezzo estetico dei designer, ma risponde a precise necessità fluidodinamiche e di layout interno della moto.
Flussi d’aria differenziati: Un lato della moto è deputato a incanalare l’aria fresca ad alta velocità direttamente verso la scatola filtro e l’aspirazione dell’E-Compressor per massimizzare l’effetto della sovralimentazione.
Raffreddamento dedicato: L’altro lato è sagomato per gestire lo smaltimento termico dei componenti elettrici ed elettronici che alimentano il compressore stesso (il quale richiede molta energia e tende a scaldarsi sotto sforzo) o per alimentare l’intercooler necessario a raffreddare l’aria compressa prima che entri nei cilindri.